“Semplicemente perchè al quinto pezzo diventano un po’noiosi e prevedibili. Ci sono dei momenti in cui vi ritroverete a “scapocciare” davanti allo stereo, mentre in altri vi sorprenderete a guardare il retro copertina cercando di capire quanti pezzi mancano alla fine. I brani sono tutti abbastanza brevi, il problema è che più o meno ricalcano sempre lo stesso schema. Con questo non voglio dire che sono da buttare, anzi: dico solo che con la mole di gruppi del genere che sono in circolazione, questi francesi rischiano di passare un po’inosservati.”

http://www.saladdaysmag.com/cowards-rise-to-infamy/